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“Nulla di cui preoccuparsi” (A. Carusi – “Titani Editori”, 2018)

 

poesie e racconti brevi

 

Dalla Prefazione del volume

Non sono certo che ci sia un vero e proprio tema a fare da filo conduttore al presente libro.  O meglio, che ve ne sia uno soltanto.  Tuttavia la scelta, manifestata attraverso il titolo, di suggerire una tale possibilità   di lettura, è scaturita in modo abbastanza naturale, direi privo di significative forzature.              “Nulla di cui preoccuparsi” è inoltre l’ultima delle cose scritte, in ordine   di tempo.   Così - per esprimerlo con un’azzardata proporzione metaforica - nel rivedere il materiale  confluito nella presente raccolta mi è sembrato che quel “monologo” breve stia a quanto lo precede come l’estuario di un fiume, ormai prossimo a confondere le proprie acque con quelle del mare in cui confluiscono,  sta a tutto il suo sinuoso corso precedente.  Il tema dell’identità gioca un ruolo centrale più o meno dappertutto, nelle poesie così come nei racconti proposti. Un argomento perennemente nevralgico - non solo letterariamente parlando – per quanto al contempo sempre straordinariamente elusivo, viscido e poroso. Persino nella descrizione delle vicissitudini di un animale (Diego) , agli occhi dell’osservatore può riverberarsi annosamente, tra il serio ed il faceto, un “problema di identità”: gatto vivo o gatto morto? domestico o selvatico?

 

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